La favola qui riportata è stata inviata da Federica. Grazie

 

Il drago con 7 teste

Tanto tempo fa, il più piccolo di tre fratelli decise di lasciare la casa paterna per avventurarsi nel mondo per cercare fortuna. Il giovanotto montò a cavallo, prese il cane con sé, la spada e lo scoppio ad armacollo, salutò tutti quelli della casa e se ne andò.
Dopo aver cavalcato molti giorni per paesi ignoti, giunse alle porte di una grande città tutta abbandonata. Entrò, gli abitanti erano tutti vestiti di nero ed in faccia erano tristi. Andò in un'osteria, si mise ad un tavolo per mangiare e domandò all'oste il perché di tutto quel nero. L'oste gli disse: "Come? Non sapete che c'è un drago con sette teste che ogni giorno a mezzogiorno viene fin sul ponte e se non gli si dà una ragazza da mangiare entra in città e divora quanta gente gli capita? Tirano a sorte ogni giorno: oggi è toccato alla figlia del Re ed a mezzogiorno bisogna che sia sul ponte per farsi mangiare. Il Re però ha messo un foglio alla colonna, e c'è scritto che la dà in moglie a chi riesce a salvarla".
Il giovane disse: "E non ci sarà verso di liberare la figlia del Re e di salvare questa città da un tale flagello? Io ho una forte spada, un forte cane ed un forte cavallo. Andiamo, conducetemi dal Re". Subito condotto alla presenza di Sua Maestà, il giovane gli chiese il permesso di combattere contro il drago e di ammazzarlo. Ma il Re gli rispose: "Giovanotto ardito, sappi che molti prima di te hanno tentato l'impresa, e ci hanno rimesso la vita, poveri sciagurati. Ma se a te garba di rischiarla e vinci il drago, avrai mia figlia in sposa ed erediterai il regno alla mia morte". Per nulla impaurito il giovane prese il cane ed il cavallo e si andò a sedere sulla spalletta del ponte.
A mezzogiorno preciso arrivò la figlia del Re tutta vestita di seta nera, col suo seguito. Quando furono a metà del ponte, quelli del suo seguito tornarono indietro piangendo e lei rimase lì, sola. Si voltò e vide seduto sul ponte uno con un cane. Gli disse: "Galantuomo, che fate qui? Non lo sapete che ora viene il drago a mangiarmi e se vi trova mangerà voi pure?". "Giustappunto," rispose il giovane "sono qui per liberarvi e per sposarvi". Piangendo la principessa gli disse: "Disgraziato, và via, se nò il drago ne avrà due da divorare, oggi, invece di me sola. E' un drago tutto pieno d'incantesimi. Come vuoi fare ad ammazzarlo?". Disse: "Tant'è, ormai per amor vostro voglio correre questo rischio, e quel che sarà sarà". Avevano appena finito questo ragionamento che l'orologio del palazzo scoccò mezzogiorno.
La terra cominciò a tremare, si spalancò una buca e di là, in mezzo al fuoco ed al fumo, scaturì il drago dalle sette teste; e senza tentennare, con le sette bocche spalancate, s'avventò sulla principessa, fischiando tutto dalla gioia perché aveva visto che quel giorno gli era stato preparato un pasto di due corpi umani. Ma il giovane non stette lì a pensarci sopra: saltò di balzo a cavallo, spronò contro il drago, gli aizzò contro il cane, e con la spada cominciò a dar giù a dritto ed a rovescio, tanto che, una dopo l'altra, gli tagliò sei teste. Allora il drago domandò un po' di riposo; ed il giovane, che era anche lui senza fiato, disse: "Riposiamoci pure". Ma il drago, sfregò per terra la sua unica testa riattaccandosi così tutte le altre teste perdute. Quando vide questo il giovane capì che doveva decapitarlo tutto in una volta; e ci si buttò tanto di slancio che a furia di spade dritte e rovesce ci riuscì. Poi tagliò le sette lingue delle teste del drago e le portò al Re come prova della sua vittoria. Subito il Re comandò che fosse dato al popolo l'annunzio, e si preparassero tre giorni di corte bandita con tre grandi conviti, e all'ultimo si sarebbero celebrate le nozze di sua figlia con il coraggioso giovane.