Questa storia mi è stata inviata da: Andrea. Grazie

 

Il Drago della sfera

Nel medioevo, quando cavalieri, maghi e draghi controllavano le sorti del mondo, venne forgiata una sfera i quali poteri erano dalla forza inimmaginabile e distruttivi. Per questo motivo, con il sangue dei draghi, fu creata una sacca, capace di contenere il suo potere.
In questo tempo remoto, un drago chiamato Swordfire per la sua capacità di appiccare il fuoco alle case solamente colpendole con la sua coda affilata come una spada e infiammata per causa di una maledizione, scelse di distruggere un satuario sacro, nel quale era custodita la Sfera. Appiccò il fuoco, e quando vide la sfera, che si era liberata della sua gabbia e che emanava di luce propria, non fece altro che planare sul posto e ingoiarla.
Si trasformò da drago che era in una serpe, che aveva la capacità di di trasformarsi in un gigantesco drago giallo capace di evocare dallo spazio sulla terra grandi meteore di distruzione, naturalmente sputava anche grandi fiammate dalla sua bocca caratteristica che contraddistingue i draghi dalle chimere.
Un giorno, mentre strisciava nei prati, udì le grida della gente che mandava l'allarme: "la chimera: la chimera! " ormai Swordfire era diventato il santo protettore del paese, perché non uccideva mai la gente, e continuando a bruciare i terreni, essi si erano fertilizzati, in modo tale che la gente riusciva a coltivare i frutti più saporiti e prestigiosi, quindi si trasformò in drago per difendere la sua gente, attirò il nemico in un posto lontano e cominciò la battaglia: fiamme, meteore e acidi scioglienti distruggevano il territorio circostante, e quando i poteri svanivano, andavano a morsi.
Swordfire riuscì a colpire con una meteora la chimera, ma prima di morire essa sputò un'ultimo soffio acido che fece cadere Swordfire a terra. Il suo sguardo si spense a poco a poco.
La Sfera trapassò il suo cuore, e i poseri la venerarono come reliquia del dio protettore del paese, ormai già evoluto.
Per salvare chi si ama bisogna rinunciare a cose molto preziose.