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Astorre e il drago di Verdilandia
C'era una volta un cavaliere coraggioso di nome Astorre, che andava in giro per il mondo con il suo cavallo. Giunse un giorno in un paese di nome Verdilandia. In giro non c'era nessuno, le strade e erano silenziose e deserte. Astorre camminò e camminò, fino a quando sentì delle voci uscire da una casa. Entrò e trovò un gruppo di cavalieri che parlavano: "Che succede in questo paese?" domandò Astorre. "Perché è deserto?". E i cavalieri risposero: "Perché c'è in giro un drago, che rapisce le fanciulle. Vive nel bosco, e ne ha già rapite sei, anche la Principessa. Ma noi non sappiamo come fare per sconfiggerlo". Allora Astorre rispose: "Non vi preoccupate, perché io ho combattuto con i draghi. Lo scaccerò da qui". E, giratosi, uscì dalla casa e partì. Giunse nel bosco, e camminò lentamente e silenziosamente tra gli alberi cercando il drago. D'un tratto sentì rumore di rami spezzati. Si nascose, e vide arrivare il drago. Camminava annusando l'aria, ed era grandissimo, e spaventoso. Il drago si fermò sotto un grande albero, in cima al quale c'era un favo di miele. Allungò una zampa, lo prese e mangiò tutto il miele. Poi andò sotto un altro albero, e cominciò a scuoterlo per far cadere il favo, ma non ci riuscì. Allora cercò di arrampicarsi sui rami., ma era troppo grosso e pesante. Così, arrabbiato, se ne andò fino ad una grotta e ci si nascose dentro. Allora Astorre si allontanò e cominciò a scavare una buca grande e profonda; poi si arrampicò sugli alberi e raccolse un grande numero di favi colmi di miele. Coprì la buca con lunghi rami sottili e vi appoggiò sopra i favi di miele. Poi si nascose. Il drago arrivò poco dopo, attirato dall'odore del miele. Camminò sui rami sottili. I rami si spezzarono e il drago cadde nella buca. Astorre si affacciò alla buca e guardò il drago. "Adesso rimarrai lì dentro per sempre, drago crudele". E se ne andò, senza ascoltare i richiami del mostro. Nella grotta del drago Astorre trovò le sei fanciulle rapite. Stavano bene ma erano molto spaventate. Le ricondusse al paese, e fu chiamato dal re, che lo ringraziò e gli regalò un castello. Così Astorre rimase a vivere al paese, e dopo qualche tempo sposò la Principessa. Un giorno, Astorre decise di andare a vedere che cosa era successo al drago. Il bosco era silenzioso, e il drago era sempre nella grande buca, magro e triste. Le sue ali non erano più verde smeraldo, ma grigie. "Rimarrai prigioniero per sempre", disse Astorre al drago. E il drago rispose: "Se sei un cavaliere d'onore, ascolta la mia storia. Io sono un drago pacifico, e mangio solo miele. Ma non so volare, e sono così grande e pesante che non riesco ad arrampicarmi sugli alberi. In questo bosco -però- ho trovato anche alberi piccolini, e i favi di miele sono proprio all'altezza giusta. Qui stavo bene, volevo vivere qui. Le fanciulle le ho chiuse nella mia grotta solo perché non volevo che in paese sapessero della mia presenza. Non avrei mai fatto loro del male. Ma mi hanno scoperto ugualmente. E adesso sono qui, a morire di fame". Astorre capì che il drago diceva la verità. E gli venne un'idea…. Qualche giorno dopo, Astorre passeggiava con la Principessa nel giardino del castello. Vicino al lago gli alberi crescevano rigogliosi, e c'era una lunga fila di casette per le api, grondanti miele. Il drago, seduto lì vicino, mangiava beato. Astorre lo aveva invitato a vivere al castello perché facesse la guardia e proteggesse la Principessa. In cambio, poteva mangiare tutto il miele che voleva. Da principio, la Principessa aveva avuto molta paura, ma dopo aver conosciuto il drago aveva capito di potersi fidare di lui. A poco a poco anche gli abitanti del paese impararono a non averne paura. Perché chi è diverso ci fa paura, ma spesso -quando lo conosciamo- scopriamo che può essere un amico. Come il drago di Verdilandia.
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