Leggende Indiane
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Di seguito, una serie di leggende che ho trovato sui Draghi presenti nella tradizione Indiana. |
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I Naga, nella letteratura vedica, non sono comuni serpenti, bensì draghi, accumulatori di sapienza e saggezza. Vengono descritti per lo più come esseri di straordinaria bellezza per metà umani (dalla cintola in su) e per metà serpenti (dalla cintola in giù) con la capacità d'assumere forma completamente umana oppure serpentina. Talvolta sono raffigurati come enormi serpenti con sette o più teste. In Oriente vi sono famiglie reali che vantano discendenza dai naga in seguito a nozze avvenute nella notte dei tempi tra un progenitore umano e una Nagi (femmina di Naga): tra queste figurano le dinastie di Manipur, nell'India del nordovest, i Pallava nell'India meridionale e la famiglia regnante di Funan (antica Indocina). I Naga, per molti versi superiori agli uomini, sono potenzialmente pericolosi, anche se hanno promesso a Brahma di mordere soltanto esseri umani realmente malvagi o comunque destinati a morte prematura. Originariamente abitavano la superficie della terra, ma quando divennero troppo numerosi Brahma li fece discendere nelle regioni infere, dove vivono in una grande città, chiamata Patala Loka o Bhogavati, composta di palazzi magnificamente adorni di gemme. Il loro mitico sovrano è Taksaka, il cui compleanno è ancora celebrato come festa religiosa in India con danze e processioni di suonatori in mezzo alla folla il 12mo giorno della metà scura del mese di Jyaistha (maggio-giugno). I naga sono associati alle acque e possono stare, come pure i draghi nostrani, a guardia di immensi tesori. In ogni caso i buddisti, che si rifanno ai miti più antichi, li considerano divinità minori e guardiani delle porte. E' molto nota la rappresentazione del Buddha assorto in meditazione tra le spire di un Naga che lo ripara facendogli da ombrello con le sue numerose teste. |